Anche quest'anno l'altopiano di Asiago è stato il mio rifugio dalla canicola e dall'afa e mi ha regalato bellissimi momenti in MTB tra boschi e strade militari.
In due mesi sono riuscito a fare 6 uscite, per circa 160 km e 3.300 metri di dislivello, ma quello che più conta sono le ore passate con la mia amata LUPA in mezzo alla natura a contemplare panorami magnifici.
Del resto qui è dove tutto è cominciato, o meglio RI-cominciato: dopo aver quasi accantonato la bici da strada (per la noia, i pericoli del traffico, il fatto che più di ogni altra specialità la bici da strada richiede, per poterne apprezzarne l'uso, un allenamento elevato), è stato proprio in occasione di un periodo di villeggiatura a Gallio, nel 2005/2006 che ho scoperto il piacere dei giri in mountain bike e da allora... non sono più sceso di sella!
Oltre ad aver battuto palmo a palmo la zona sud dell'altopiano e tutto ciò che ruota attorno al giro delle Malghe (Bar Alpino, Bocchetta Pau, Malga Serona, Monte Corno...), una zona per me è nuova e godibilissima è stata quella sopra Tresche Conca. Proseguendo oltre la chiesa del paese si supera Malga Roccolo e dopo 3-4 chilometri si arriva a Forte Punta Corbin. Qui mi sono concesso una visita turistica: anche se sono testimonianze di oltre cento anni fa, questi luoghi mi lasciano sempre rattristato a pensare quanti giovani sfortunati hanno vissuto l'esperienza della guerra e hanno dato la vita per combattere contro i loro simili, messi l'uno contro l'altro da governanti e generali senza un minimo rispetto per l'umanità.
Mentre quasi tutti i giri sono stati votati al relax e al puro godimento di pedalare al fresco su sterrate e strade militari mai proibitivi, una giornata l'ho voluta dedicare ad un giro più impegnativo.
Partito da Cesuna ho raggiunto, sopra Camporovere, il forte Interrotto (alcuni tratti parecchio duri) e poi proseguito per il Monte Moschiag. Ridisceso sulla sterrata che porta a Malga Gambarara, arrivato alla malga mi sono concesso una coca e un dolcetto, nonostante fossi ben fornito di barrette e paninetti. Dopo la sosta altri 150 metri di dislivello per superare il monte Zingarella e trovarmi dall'altra parte, sulla valle del Nos e la strada che costeggia lo Zebio. Da qui lunga discesa e planata (è proprio il caso di dirlo!) verso l'aeroporto di Asiago e ritorno a Cesuna (40 Km per 1.050 metri di dislivello in totale).
Bisogna confermare che l'altopiano è veramente il paradiso per le mountain bike... non so quante e-bike ho incontrato lungo i percorsi, anche intere famiglie e persone di ogni età. Ormai l'elettrico ha permesso a tutti di percorrere queste strade anche con disllivelli e pendenze notevoli. Io resisto con la mia Lupa e continuo a scalare quello che le mie gambe mi permettono di fare. Non ho nulla contro le e-bike, anzi credo che un giorno passerò anch'io a questo mezzo, ma per me, quello che fa la differenza è il tempo che posso trascorrere in sella: se a parità di tempo riesco a fare qualche chilometro in più grazie al motore, non mi cambia nulla circa la soddisfazione ed il piacere di quel giro. Se mi dicessero che con l'e-bike avrei anche un solo giorno in più a settimana da poter passare in bici, la prenderei subito! ma purtroppo non è così.
Pertanto mi tengo la mia piccola soddisfazione di salire fino a dove le mie sole gambe me lo permettono, io e la Lupa che, anche se silenziosa e "meccanica", sento come una parte viva di me stesso.